Arianna Cammarota
“Il fine non è fare arte, ma ritrovarsi il quel meraviglioso stato che rende l’arte inevitabile” Robert Henri. Questa ricerca, la mia costante sin da bambina. Prima attraverso la ginnastica ritmica, che ha accompagnato le mie giornate da quando ero piccolissima e poi attraverso la musica, il disegno, le arti aree.
Sento spesso dire frasi come “non sono per niente creativo”, ma credo fermamente invece che la creatività sia parte di ognuno di noi, anche quando ci sembra di non esserne capaci.
Ma il punto non è, per me, produrre qualcosa di impatto, un “pezzo artistico”: ma cercare di far risuonare in noi le nostre corde più profonde e preziose affinché la musica dell’anima crei la sua armonia, con tutto ciò che porta con sè.
Il movimento ci aiuta ad esprimerci nella nostra unicità: quello che ho amato sin da subito nello Yoga è proprio questo, ognuno ha il suo modo personale di suonare.
E questo vorrei portare nella mia pratica: un viaggio alla ricerca di quello stato che rende l’arte inevitabile dentro e fuori da noi. Perchè il mondo esterno non è altro che uno specchio del nostro mondo interno: e vibrando in questo, possiamo aiutare anche gli altri a darsi il permesso per farlo".

